L'Aurora

I giovani oratoriani, fino al 1946 si erano dedicati al calcio limitatamente per le gare tra Oratori della Zona; essi erano accompagnati nelle trasferte dagli assistenti oratoriani più adulti che provvedevano a caricarli e a trasportarli sulla “canna” delle loro biciclette.
Il nascere della Capuana fu la molla che spinse nello stesso anno Don Angelo Porro, con l’aiuto dei suoi collaboratori più assidui Giulio Mainini, Francesco Rabbolini, Pierino Rabbolini, Giovanni Vismara, Emilio Galli e Giuseppe Dell’Acqua, a dar corpo alla prima squadra oratoriana.
Fondarono l’AURORA (maglia arancione con la scritta “Aurora” sul petto) e si iniziò il primo serio campionato a sei giocatori con l’iscrizione al C.S.A. (Centro Sportivo Ambrosiano).
Gli organizzatori dovettero provvedere ad acquistarsi gli indumenti da gioco, pagarsi l’iscrizione al campionato, organizzare le trasferte in bicicletta in qualunque condizione atmosferica, bella o brutta che fosse. In contemporanea si provvide all’iscrizione dell’AURORA al campionato C.S.I. (Centro Sportivo italiano), per il quale necessitava un campo da gioco regolare a undici giocatori.
   
In Via Bertarelli, adiacente all’ala est dell’Oratorio, vi era del terreno di proprietà del Sig. Ferrazzi, ove nei mesi di giugno e luglio una mietitrebbiatrice provvedeva a consegnare il grano dei contadini che ne facevano richiesta. L’Oratorio chiese ed ottenne di poterlo utilizzare nel periodo di campionato come campo di calcio. Non servì, a quanto si racconta, un intervento sul terreno con trattore, erpice e rullo; il piano di gioco era già quasi fatto, solo qualche badilata qua e là per livellarlo meglio, la messa in opera delle porte con i pali di legno a sezione quadrata ed infine le strisce delimitanti le aree previste dal regolamento tracciate a mano con la calce seguendo un filo di corda teso, completarono il tutto.Nel primo campionato fu Presidente Giovanni Vismara; vice Emilio Galli; segretario e massaggiatore Pierino Rabbolini; consiglieri Giuseppe Dell’Acqua e Francesco Rabbolini; soci simpatizzanti Genesio Provasi, Luigi Rigiroli, Pietro Mantegazza detto “Pedar Ratu”, Tarcisio Barlocco, Annibale Barlocco, Vittorio Re e società Brighettenda.
Era il campionato C.S.I. del 1946/47 a 18 squadre e girone unico, e l’Aurora si classificò al secondo posto con 5 reti subite e ben 40 centrate.
   
L’anno successivo 1947/48, in testa al proprio girone fin dall’inizio, la squadra è ammessa alla fase finale regionale le cui partite si prolungano fino a giugno inoltrato. L’AURORA è ammessa alla finale, il suo campo è però ormai occupato dalla mietitrebbiatrice e la partita si disputa a Busto Garolfo. Per l’occasione vengono chiesti in prestito alla CAPUANA i giocatori Moroni, Luigi Testa, Guido Parini, Dante Colombo.
Purtroppo, nonostante il valido supporto, non si riesce ad evitare la delusione della sconfitta classificandosi al secondo posto.
Nel 1948/49, conseguito tanto favore e tanto successo, il Presidente Giovanni Vismara, il vice Emilio Galli ed i loro consiglieri stabilivano di affiliarsi alla F.I.G.C. (Federazione Italiana Gioco Calcio) iscrivendosi al campionato di seconda divisione.
Consapevoli delle difficoltà economiche ed organizzative cui la squadra andava incontro, decidevano pure di inserire nella rosa dei giocatori anche giovani che non facevano parte della cerchia oratoriana (Graziano Colombo, Cesare Carrera, Del Frate, Giuseppe Colombo, Buratti, Eliseo Meraviglia per ricordarne alcuni),
   
AURORA E CAPUANA si incontrarono così per la prima volta in campionato. Tutte le persone che vissero i “derby” di allora concordano nel definirli memorabili: “il paese era completamente vuoto, tutti erano ad assistere alla partita!”.
Una particolarità saliente, legata ai dettami morali del periodo post bellico, fu che le ragazze erano tutte presenti quando la partita si disputava sul campo della Capuana, mentre quando si giocava sul campo dell’Aurora erano tutte assenti.
In realtà, onde evitare il rimprovero dell’autorità ecclesiastica del paese, si nascondevano dietro le persiane del piano superiore della casa (a cà dul Praostu) dirimpetto al campo sportive, e da lì potevano ammirare, non viste, i loro beniamini correre e sudare in calzoncini corti. Fu l’anno fulgido dell’AURORA, che vinse il campionato e conseguì il passaggio alla prima Divisione dopo la finale contro l’ASOLA di Mantova.
   

 

Ultima modifica Lunedì 26 Settembre 2011 17:11