Le Origini

A partire dal 1945, il nuovo “coadiutore” Don Angelo Porro, di carattere forte e deciso, proteso verso un oratorio di giovani che fossero principalmente dediti alla preghiera, aveva sostituito Don Angelo Broggi.
L’oratorio era pur sempre forse l’unico luogo di ritrovo dei ragazzi e della gioventù; i più grandicelli e quelli già ammogliati si riunivano di sera presso il locale che fungeva da bar ove si giocava a carte e si discuteva.
Don Angelo, con lo scopo di coinvolgere nell’ambito della Catechesi il maggior numero di giovani, organizzò i primi tornei tra osterie: a Bigeta, Ul Rabulin, ul Radrizan… a squadre di sei giocatori.
Tra le discussioni di carattere organizzativo e nel corso dello svolgimento del torneo, Don Angelo non si faceva certo mancare l’occasione di riunire la gioventù per un momento di preghiera e di catechesi.
L’anno 1945, con la liberazione dell’Italia dalla invasione nazista, offrì alla comunità una novità non irrilevante. Il ritrovato diritto di potersi riunire per esprimere le proprie idee nell’ambito di una riacquistata coscienza nazionale favorì il nascere,
   
nell’ormai abbattuto cortile di Via Franco Tosi dirimpetto al bar Raddrizzani detto “curti dul Carlin di vachi” o “Curtascia”, di un nuovo centro di aggregazione, luogo di accese discussioni politiche tra coloro che avevano partecipato alla lotta per la liberazione.
Le divergenze di opinioni accaloravano di frequente i dibattiti, anche se i gruppi che si formavano erano accomunati dall’aver condiviso il dolore e le difficoltà della guerra; ma nelle pause in cui si parlava di sport, ogni diversità di fazione era dimenticata…
In questa sede Oreste Terreni, Giovanni Lorsi e Olgiati Mario, insieme a Colombo Salvatore (detto “Marangian”) e Crespi Emilio (detto “Marescial” o “Milò”), con l’intento di partecipare al “Trofeo Esercenti” organizzato dal gruppo oratoriano di Don Angelo per il settembre 1945, diedero vita alla squadra che denominarono CAPUANA.
Il nome fu suggerito dallo stesso Oreste Terreni in ricordo di Porta Capuana, piazza di Napoli ove egli aveva prestato servizio militare.
Il secondo posto ottenuto al trofeo Esercenti entusiasmò tanto i giocatori che iscrissero la squadra al campionato F.I.G.C. 1946/1947.
Fu nominato Presidente Giovanni Lorsi e le prime riunioni si tennero in “Curtascia” a casa di Carlo Gensi (detto “Carlin di vachi”).
Senza tanto tergiversare i dirigenti ed i giocatori provvidero con le loro mani a costruirsi un campo da gioco. In via per Dairago, su un’area a ridosso della zona posteriore a quello dell’odierno campo di calcio comunale, essi presero in affitto un appezzamento di terreno di proprietà del Sig. Mazzucchelli.
Con trattore, erpice e badili provvidero a livellare il campo nel migliore dei modi, lo seminarono e vi passarono il rullo (“burlun”); per gli spogliatoi (benché la maggior parte degli atleti partisse da casa in tenuta sportiva per la gara) si provvide con un “gabiotto” di legno ed un semplice rubinetto ai bordi del campo, che fornì durante le partite il necessario refrigerio agli accaldati calciatori ed il primo intervento di pronto soccorso alle “botte” ricevute negli scontri sul campo.

 

Ultima modifica Giovedì 29 Settembre 2011 19:42