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Tutto troppo facile

4 ott
Tempo di lettura: 2 min

Ci sono partite che iniziano col fischio d’inizio dell’arbitro e ce ne sono altre che, invece, si concludono già al momento del sorteggio del calendario. Quelle partite in cui le solite dichiarazioni della vigilia, prudenti e un po’ scaramantiche dell’allenatore — "Non esistono partite facili", "L’avversario va rispettato", "Il pallone è rotondo" — possiamo prendere e, senza presunzione, metterle nel cassetto per la prossima volta.

Per questa terza giornata di campionato, il tabellino finale recita un impietoso 1 a 12. Una grandinata di gol che ha confermato l'abisso tra le due squadre, il GSO regala al pubblico ospite 70 minuti di puro intrattenimento e lascia ai padroni di casa un amaro (e scherzoso) interrogativo: "Chi me l'ha fatto fare di non andare al mare oggi?".

Onore comunque agli avversari, scesi in campo con grinta nel tentativo di chiudere tutte le linee di passaggio. Nonostante ciò, alla prima accelerazione vera della nostra squadra, la loro tenuta ha iniziato a vacillare. La partita si sblocca infatti a pochi minuti dal fischio d'inizio: Negri sale subito in cattedra siglando la prima doppietta personale, seguito a ruota da Baldo con altri due gol.

Il tabellino continua ad aggiornarsi fino al 70', quasi come fosse l’appello della prima ora del primo giorno di scuola: si uniscono alla festa Collini, Cova con una tripletta, Renna con due gol e Caccia. Un autogol dei padroni di casa, infine, arrotonda definitivamente il punteggio. MVP della giornata va a Re, che colleziona una serie infinita di assist e sponde regalando ai compagni palloni serviti su un vassoio d'argento.

Ringraziamo gli avversari non certo per il risultato, ma perché partite come questa ci ricordano i valori più autentici dello sport. Nonostante la loro seconda sconfitta pesante consecutiva, hanno messo in campo principi fondamentali: lo spirito di sacrificio, l'amicizia visibile nell'abbraccio liberatorio sul loro unico gol, la dignità sportiva. Non un fallo cattivo, non una protesta fuori posto, zero nervosismo: solo la voglia di giocare fino al triplice fischio a testa altissima.

Cadere, rialzarsi, stringersi la mano e ritrovarsi di nuovo al campo la sera dopo per l'allenamento. Chapeau.

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