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Cuore e Brividi al san Giovanni Bosco: Clemente e Bongini Tracciano la via, Cova Illude, ma il Finale è un Thriller.

Una partita infinita, un ottovolante di emozioni che ha tenuto il pubblico col fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Finisce 4-3 per i padroni di casa, che portano a casa tre punti d’oro dopo una battaglia epica contro un avversario mai domo, capace di sfiorare una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile.

L’avvio di gara vede i padroni di casa padroni del campo. Dopo una prima fase di studio necessaria a prendere le misure agli ospiti, la pressione si fa asfissiante, Baldo e Renna sono su tutti i palloni, la massima attenzione messa in campo da Pascale, Negri e Fogli tengono gli avversari lontani dalla porta e il filtro a centrocampo di Caccia e Borin tengono viva la gara. La sblocca Clemente, glaciale dal dischetto: il suo rigore è una sentenza che rompe gli equilibri e dà fiducia alla manovra locale. Il raddoppio non tarda ad arrivare. È Bongini a capitalizzare la supremazia territoriale con un inserimento perfetto, siglando il 2-0 che sembra mettere la partita in discesa. Gli ospiti barcollano, incapaci di reagire all'intensità dei padroni di casa che chiudono la prima frazione in totale controllo.

A inizio ripresa Cova cala il poker.

La doppietta sembra scrivere la parola "fine" sull'incontro. Sul 4-0 la partita appare archiviata, un monologo che preludeva a un finale accademico. Ma il calcio, si sa, è materia imprevedibile. L'avversario, ferito ma non morto, trova improvvisamente le forze per reagire. Sfruttando un calo di tensione dei padroni di casa, gli ospiti iniziano a macinare gioco, accorciando le distanze una, due, tre volte. Il tabellone recita 4-3 a pochi minuti dal termine e l'inerzia è tutta a favore degli inseguitori.

Il finale è un vero e proprio assedio. I padroni di casa, ormai sulle gambe e in debito d'ossigeno, si arroccano a difesa della propria area. Ogni pallone scagliato verso l'area di rigore diventa un potenziale incubo, che non diventa realta' grazie agli interventi dell'ottimo Pascale, N°1 non solo sulla schiena e grazie agli ingressi di Schiavo, Comerio, Collini e Scattolin che portano nuove idee ed energie sul campo di gioco.

Al settantesimo, il triplice fischio del direttore di gara arriva come una liberazione. I padroni di casa esultano, consapevoli di aver rischiato l'irrimediabile, ma forti di una vittoria meritata per quanto costruito nei primi cinquanta minuti. Per gli ospiti resta l'onore delle armi, per i locali una lezione importante: non è mai finita finché l'arbitro non fischia.

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