Villa, un punto d'oro
- Cova Marco
- 1 mar
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Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? È questa la domanda che tormenterà il sonno di mister Colombo e dei suoi ragazzi dopo la trasferta odierna.
Il calcio è fatto di episodi e di cuori che non vogliono smettere di battere, ma oggi, per lunghi tratti, quel battito è sembrato appartenere solo ai sostenitori sugli spalti.
La squadra è scesa in campo con le gambe pesanti e le idee annebbiate, lasciando inspiegabilmente il pallino del gioco in mano ai padroni di casa. Una prestazione collettiva difficile da digerire, condizionata da troppi errori in fase di appoggio e da una fragilità difensiva che, fin dall'inizio, faceva presagire il peggio.
Se il tabellino non recita un passivo pesante, il merito ha un nome e un cognome: Pascale. Il nostro estremo difensore ha messo in scena riflessi felini, opponendosi ad ogni affondo avversario e tenendo in piedi una baracca che sembrava destinata a crollare.
Nonostante le enormi difficoltà, il Villa ha avuto il merito di restarci con la testa. Negli ultimi minuti, raschiando il fondo del barile per trovare le ultime energie, è arrivato l’imprevedibile. Un pallone vagante fuori area è stato raccolto da Caccia, che si è inventato un destro terrificante. La sfera è decollata verso l’incrocio dei pali, andando a togliere letteralmente le ragnatele dal "sette". Un gol di pura rabbia e tecnica che ha trasformato una serata grigia in un pareggio che vale oro.
Torniamo a casa con un punto, ma non dobbiamo farci ingannare. Per noi il bicchiere resta mezzo pieno: il forcing finale e la voglia "scombinata" di cambiare l’esito del match sono caratteristiche che mister Colombo dovrà pretendere dalla squadra sin dal fischio d’inizio.




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